32015Nov

Strategie e tecniche difensive nei processi penali economici

Strategie e tecniche difensive nei processi penali economici

Il ruolo fondamentale del consulente tecnico

Articolo di approfondimento a cura dell’Avv. Dario Buzzelli | Buzzelli Associati Studio Legale Roma

Dario-Buzzelli                                                                 Studio-Buzzelli

Si potrebbe chiamare Difesa integrata ed è una tecnica difensiva in grado di assicurare il massimo risultato per chi si trova a rispondere di un reato in materia di diritto penale dell’economia. Si tratta dell’ampio e strategico coinvolgimento di esperti e consulenti tecnici con l’obiettivo di apprestare una difesa su ogni aspetto tecnico che viene in rilievo nell’ipotesi di reato considerata.

È cosa nota che l’utilizzazione di consulenti nel processo penale è prevista espressamente dal codice di rito per i casi in cui il giudice deve risolvere una questione tecnica. Di questa facoltà possono avvalersi sia le parti (accusa e difesa) che lo stesso giudice.

Nei reati comuni, dell’attività del consulente tecnico ci si avvale, generalmente, per acquisire dati tecnici che influiscono sull’accertamento del reato e sull’entità della sanzione, come ad esempio nei reati contro la persona (lesioni, omicidio, etc.) o in quelli aventi ad oggetto le sostanze stupefacenti.

Nel diritto penale dell’impresa, il coinvolgimento di esperti e consulenti tecnici assume una rilevanza ancora maggiore, quasi sempre decisiva.

Le ragioni sono diverse e si possono così riassumere. Innanzitutto, il notevole incremento delle figure di reato in questo settore, che quasi sempre implicano e spesso si fondano su analisi e valutazioni di carattere tecnico, ed il sempre più frequente utilizzo di misure cautelari e di prevenzione patrimoniali costituiscono dati che, di per sé, aprono spazi di intervento tecnico più ampi e nuovi.

Inoltre, le questioni tecniche che vengono in rilievo in questi casi sono sempre più complesse e specialistiche e richiedono conoscenze particolari e altamente qualificate di cui non solo gli attori principali del processo, ma anche gli organi di Polizia Giudiziaria sono spesso privi. Infine, sempre per le caratteristiche che assumono i reati d’impresa, le questioni da essi implicate, anche quando non involgono direttamente aspetti che possano considerarsi tecnici in senso stretto, ben si prestano a formare oggetto di consulenze e pareri di esperti, che possono quindi più credibilmente ed efficacemente integrare l’attività del difensore.

Ma affinché questa tecnica difensiva si traduca in un effettivo vantaggio che possa contribuire in modo decisivo sull’esito della vicenda processuale e quindi fare la differenza non è sufficiente la semplice nomina di uno o più consulenti.

E’ necessario, invece, che l’utilizzazione dei consulenti sia tempestiva, continua e strategica.

Tempestiva nel senso che il coinvolgimento deve avvenire sin da subito, in coincidenza, cioè, con l’avvio delle indagini. Solo il coinvolgimento iniziale assicura la disponibilità immediata di quelle competenze che possono rivelarsi decisive per la rapida e positiva soluzione della vicenda e può consentire in ogni caso di indirizzare la strategia difensiva nella giusta e più proficua direzione.

L’ausilio dei consulenti deve, poi, essere continuo, cioè perdurare e rafforzarsi via via per quanto possibile, ad esempio con l’esame di profili nuovi o prima non considerati, sino alla positiva soluzione della vicenda.

Ma soprattutto l’utilizzazione deve avvenire in modo “strategico”. La strategia attiene innanzitutto alla scelta del consulente.

Perché la nomina di un consulente si riveli proficua e vantaggiosa è necessario che la scelta si indirizzi verso professionisti che siano dotati non solo di quelle necessarie, specifiche, competenze tecniche richieste nel caso concreto, ma che abbiano maturato una collaudata esperienza nell’ambito dei processi penali e che siano quindi in grado di svolgere con il massimo risultato tale delicato e decisivo compito.

L’attività di consulente tecnico nei processi penali economici è una specializzazione che solo pochi possono realmente vantare e che si raggiunge dopo essersi occupati per molto tempo di difese tecniche nei processi penali. I consulenti devono conoscere le regole fondamentali del processo, sapere come si articolano le sue varie fasi: nelle indagini preliminari chi è il soggetto che indaga, qual è il ruolo del giudice, etc.; che valore hanno le prove raccolte in ogni fase, le dichiarazioni rese dagli indagati, dalle persone informate dei fatti; che cosa sono le sommarie informazioni; come si passa dall’indagine preliminare al processo.

Tutto questo fa sì che siano veramente pochi i professionisti che abbiano una reale e comprovata esperienza sul campo quali consulenti di parte nei processi penali. Potersi avvalere con rapidità o avere a disposizione una rete di consulenti tecnici di professione in ambito penale costituisce una risorsa e un vantaggio rilevante che può fare la differenza e contribuire in modo decisivo sull’esito del processo.

Il coinvolgimento strategico si delinea, poi, soprattutto con riferimento alla capacità del difensore di saper cogliere e sfruttare al massimo tutti gli spazi che nel procedimento penale, a seconda dei reati che di volta in volta vengono in rilievo, si aprono al sapere specialistico e alle cognizioni della scienza e della tecnica. Capacità, questa, che implica la consolidata dimestichezza del difensore ad avvalersi dell’ausilio tecnico in relazione a quelle fattispecie incriminatrici che compongono il catalogo dei reati costituenti il c.d. diritto penale economico o dell’impresa.

Roma, 30 Ottobre 2015

Avv. Dario Buzzelli

Buzzelli Associati Studio Legale Roma